Studio DentisticoFABRIZIO BALLERINI

Sbiancamento dentale professionale

I denti si sono scuriti con gli anni, o ti sembrano più gialli di quanto vorresti nelle foto.

Lo sbiancamento agisce sul colore senza toccare la struttura del dente. È il trattamento estetico meno invasivo che esista, ed è anche quello con i limiti più netti.

Se sono anni che rimandi, non ti faremo la predica. La maggior parte delle persone che vediamo per la prima volta ha aspettato più di quanto avrebbe voluto. Si riparte da dove sei, non da dove avresti dovuto essere.

Di cosa si tratta

Il principio attivo è un gel a base di perossido che penetra nello smalto e schiarisce i pigmenti accumulati nel tempo. Non rimuove smalto e non assottiglia il dente.

La differenza rispetto ai prodotti da banco è la concentrazione e il controllo. In studio si isolano le gengive prima di applicare il gel; a casa si usano mascherine su misura, che tengono il prodotto sul dente e non sui tessuti.

È reversibile nel senso che il colore, col tempo, tende a tornare verso il punto di partenza. Non è un trattamento definitivo e non pretende di esserlo.

Perossido
Il principio attivo che schiarisce i pigmenti dentro lo smalto.
Mascherina su misura
Il supporto trasparente che tiene il gel sui denti e lontano dalle gengive, per lo sbiancamento domiciliare.

Quando serve

Funziona bene quando:

  • I denti si sono scuriti gradualmente con l'età.
  • Ci sono pigmentazioni da caffè, tè, vino rosso o fumo.
  • Il colore ti dà fastidio ma forma e allineamento vanno bene.
  • Vuoi valutare un miglioramento prima di considerare le faccette.

Come funziona, passo per passo

  1. 1

    Visita e valutazione del colore

    primo appuntamento

    Si verifica che non ci siano carie o gengive infiammate, e si registra il colore di partenza. Serve anche a capire se il tipo di pigmentazione risponde allo sbiancamento.

  2. 2

    Igiene professionale

    una seduta

    Si fa prima. Su denti coperti di placca e tartaro il gel agisce in modo irregolare, e a volte quello che sembrava un problema di colore era solo tartaro.

  3. 3

    Trattamento

    in studio o a casa

    In studio si isolano le gengive e si applica il gel in una o due sedute. A casa si usano mascherine su misura per un periodo concordato, in genere due o tre settimane.

  4. 4

    Controllo del risultato

    dopo qualche settimana

    Il colore si stabilizza nei giorni successivi. Si verifica il risultato e si valuta se serve una rifinitura.

Le quattro domande che contano

Fa male?

Non è doloroso, ma la sensibilità al freddo durante e subito dopo il trattamento è comune. È temporanea e passa entro pochi giorni.

Se la sensibilità è marcata si può rallentare il protocollo o usare prodotti desensibilizzanti. Non è un motivo per interrompere.

Dolore acuto su un dente specifico, invece di sensibilità diffusa: va guardato, perché può indicare una carie non vista.

Quanto costa?

Il costo cambia tra trattamento in studio e domiciliare, e ti viene indicato quando prenoti.

Nel preventivo l'igiene professionale, quando serve, è una voce separata: si fa prima e conta come seduta a sé.

Quanto tempo ci vuole?

In studio si completa in una o due sedute, distanziate di qualche giorno.

A casa richiede due o tre settimane di applicazioni secondo il protocollo concordato.

Quanto dura nel tempo?

Il risultato dura in genere da uno a tre anni, ma dipende molto più dalle abitudini che dal trattamento.

Non è definitivo e va rinnovato. Chi lo presenta come permanente non sta descrivendo come funziona.

  • Caffè, tè, vino rosso e fumo riducono nettamente la durata.
  • Le prime 48 ore sono quelle in cui i denti riassorbono più facilmente i pigmenti: meglio evitare bevande scure.
  • L'igiene professionale regolare mantiene stabile il risultato.

Le domande che quasi nessuno fa (ma dovrebbe)

Sono le domande che cambiano il risultato. Falle a noi, o a chiunque altro tu stia valutando.

Sbianca anche otturazioni, corone e faccette?

No, e questa è la cosa più importante da sapere prima. Il gel agisce solo sul dente naturale. Se hai un'otturazione bianca sugli anteriori o una corona, dopo lo sbiancamento resteranno del colore precedente e potrebbero risultare più scure del resto. A volte vanno rifatte dopo, ed è un costo da mettere in conto.

Il mio tipo di macchia risponde allo sbiancamento?

Non tutte rispondono. Le pigmentazioni da alimenti e da età funzionano bene. Le discromie da tetracicline o da traumi rispondono poco o per nulla. Chiederlo prima evita una delusione dopo.

Rovina lo smalto?

Eseguito con protocolli professionali no: il perossido penetra nello smalto senza rimuoverlo. Il rischio reale sono i prodotti da banco molto acidi o abrasivi, e le mascherine universali che lasciano colare il gel sulle gengive.

Quanto più bianco diventerà, realisticamente?

In genere si guadagnano alcuni gradi di scala colore, non un salto a un bianco assoluto. Chi promette un risultato preciso prima di aver visto come reagiscono i tuoi denti sta indovinando.

Fino a che punto conviene andare?

Un colore troppo chiaro rispetto all'incarnato si nota, e non nel senso desiderato. Vale la pena decidere il punto di arrivo guardando alla luce naturale, non allo specchio dello studio.

Quando lo sbiancamento non è la risposta

  • Carie non trattate o otturazioni infiltrate: si curano prima.
  • Gengive infiammate, che renderebbero il trattamento fastidioso e irregolare.
  • Discromie da tetracicline o da trauma, che rispondono poco.
  • Denti anteriori con corone o otturazioni estese, dove il risultato sarebbe disomogeneo.
  • Gravidanza e allattamento, per prudenza.

In alcuni casi il colore che dà fastidio si risolve con una semplice igiene professionale. Se è così, lo diciamo prima di proporre altro.

Come lo facciamo qui

  • Controllo di carie e gengive prima di iniziare.
  • Igiene professionale come primo passo, non come extra.
  • Isolamento delle gengive nel trattamento in studio.
  • Mascherine su misura per il domiciliare, non universali.
  • Registrazione del colore di partenza, per valutare il risultato su un dato e non a memoria.
Ritratto del Dott. Fabrizio Ballerini, Direttore Sanitario dello Studio Dentistico Ballerini a Suzzara

Chi ti cura

Dott. Fabrizio Ballerini

Medico Chirurgo Odontoiatra · Albo Odontoiatri di Mantova n. 207

Laurea nel 1997. A Suzzara da 21 anni. Segue personalmente i casi, dalla diagnosi ai controlli negli anni successivi.

Domande frequenti

Meglio in studio o a casa?

In studio è più rapido e controllato. A casa è più graduale e spesso dà meno sensibilità. Si può anche combinare.

I prodotti del supermercato funzionano?

Agiscono soprattutto sulle macchie superficiali. La concentrazione è bassa e le mascherine universali fanno colare il gel sulle gengive.

Posso farlo se ho apparecchio o allineatori?

Con gli allineatori sì, spesso a fine trattamento. Con l'apparecchio fisso si aspetta la rimozione.

Ogni quanto si può ripetere?

Di norma non prima di un anno, e solo dopo una valutazione. Ripeterlo troppo spesso aumenta la sensibilità senza migliorare il risultato.

Cosa evito nei primi giorni?

Caffè, tè, vino rosso, frutti di bosco e fumo per almeno 48 ore. È la finestra in cui i pigmenti si fissano più facilmente.

È adatto ai denti sensibili?

Spesso sì, con un protocollo più lento e prodotti desensibilizzanti. Va detto prima, così si imposta di conseguenza.

Il primo passo è capire la tua situazione

Nella prima visita facciamo l'esame, le radiografie se servono, e ti diamo un piano di cura scritto con tempi e costi di ogni fase.

Il piano è tuo: te lo porti a casa e decidi con calma. Non c'è nessun obbligo di procedere.

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